Raccontate a voi stessi la storia di chi volete essere. Speech motivazionale.
- Enrica Sabatini

- 14 lug 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Il giorno del mio esame di maturità sono svenuta. Sì, svenuta.
Pochi minuti prima di presentarmi davanti alla commissione, ero distesa sul pavimento a fissare il soffitto del mio liceo.

Lo scrutavo immobile, neanche fosse una parete rupestre piena di antichi misteri.
E mentre una decina di occhi sopra di me si interrogavano se avessi avuto un malore, io scoprivo - da quell’oracolo muto - quale fosse, e quale sarebbe stata nella mia vita, la mia più grande debolezza, ma la mia più grande risorsa: la mia mente.
Da quel giorno ho trascorso 25 anni a esplorare questo piccolo organo da un chilo e mezzo, il cervello, capace - grazie a miliardi di connessioni - di generare meraviglie.
E ho fatto una scoperta eccezionale che oggi voglio condividere con voi.Facciamo un esperimento. Indichiamo il cielo. Mentre compiamo questo gesto le cellule nervose del nostro cervello si attivano. Sono i neuroni motori, quelli che controllano quel movimento.
Ma se ora abbassiamo la mano, e io da sola decido di sollevarla di nuovo, accade qualcosa di sorprendente:
Si chiamano neuroni specchio. Identificati da un gruppo di ricercatori italiani negli anni 90 funzionano così: si attivano quando agiamo, ma anche solo quando osserviamo qualcun altro agire.
Ora lo so cosa vi state chiedendo: “e quindi? Cosa c’è di tanto straordinario?”
Tutto. C’è, che in questi minuscoli circuiti cerebrali è custodita la magia di una capacità specificamente umana: comprendere l’infinito e indecifrabile universo interiore dell’altro.
I neuroni specchio ci permettono di ricreare mentalmente un’esperienza altrui, anche se non la stiamo vivendo direttamente. In pratica per comprendere il comportamento dell’altro, lo traduciamo nello stesso linguaggio che usiamo quando siamo noi a compierlo.
Adottiamo il punto di vista dell’altro.
Sintonizziamo le nostre emozioni con quelle altrui.

E’ grazie a questi meccanismi se proviamo gioia vedendo un’amica felice.
O se sentiamo sofferenza, a volte anche fisica, quando vediamo qualcuno che soffre.
E’ il motivo per cui ci commuoviamo o ridiamo davanti a un film che è solo una simulazione.
Non perché ne siamo spettatori e comprendiamo razionalmente quella emozione o azione, ma perché riverberiamo le emozioni dentro di noi. Le facciamo risuonare, nella nostra testa, come se fossero anche nostre.
È come se il nostro cervello dicesse: “quello che accade a te… accade un po’ anche a me.”
Questa consapevolezza ci offre tre verità potenti.
Uno: siamo interconnessi. Non solo attraverso Internet o i social, ma soprattutto attraverso la nostra biologia. Attraverso i nostri neuroni. Ci influenziamo reciprocamente solo osservandoci, con l’esempio.
Un gesto gentile, un abbraccio sincero, un progetto coltivato con costanza e passione: tutto può lasciare un’impronta negli altri.
Due: siamo programmati per sognare. Il nostro cervello è un architetto di mondi. Ama anticipare, progettare ed esplorare mondi possibili e impossibili. Adora le storie e costruire le visioni di sé che orientano le nostre scelte.
La storia che ci raccontiamo, la narrazione che facciamo a noi stessi
è potente per la nostra mente, tanto quanto la realtà che viviamo.
E, infine, la terza opportunità: possiamo riscrivere quella storia. Sempre.
Vi ricordate quel giorno? Ero a terra, svenuta non per la paura dell’orale, ma per il peso delle aspettative.
Ma poi mi sono raccontata una storia, una verità semplice: avevo studiato, mi ero impegnata e ero stata leale con me stessa. Quello che avrei dovuto fare da lì in poi era onorare quell’impegno.
Così mi sono alzata e ho fatto il miglior esame della mia vita.
Forse il miglior esame della mia vita.

Oggi non sono qui per darvi consigli o insegnamenti.
Ma voglio lasciarvi solo un incoraggiamento.
Raccontate a voi stessi la storia di chi volete essere davvero, ma fatelo con verità. Non lasciate che siano gli altri a scriverla per voi.
Ricordate a voi stessi ogni giorno quali valori volete incarnare, perché in tutto quello che siete e fate, siete già un esempio per gli altri.
E forse, la cosa più rivoluzionaria che possiamo fare come essere umani, è semplicemente quella di essere esempi autentici.
Sarà un viaggio in cui incontrerete sfide e ostacoli, ma sarà la vostra storia. Unica. Irripetibile. Solo vostra.
Una storia che, se vissuta con consapevolezza, autenticità e sincerità, potrà ispirare anche chi vi camminerà accanto.
Buona strada.
[Speech motivazionale rivolto a 447 studenti nel corso del Diploma Day 2025 organizzato da ITE Tosi di Busto Arsizio]

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